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SOMMARIO:
- presentazione programma "Univ. europea popolare del Frusinate"
- TRA UN ANNO SI VOTA A FROSINONE. I DS frusinati cominciano a prendere le distanze dall'operato dell'attuale sindaco? / di Claudio Martino
Presentazione programma "Università europea popolare del Frusinate"
Mercoledì 3 maggio 2006 - ore 17.30
C.I.A. - Confederazione Italiana Agricoltori
Via Brighindi, 39 - Frosinone
Interventi:
Presidente Pasquale Gianturco: "Una idea di solidarietà"
Prof. Marcello Carlino: "Il potere della letteratura"
Prof. Michele De Gregorio: "Cultura nella società della comunicazione e cultura di massa"
Prof. Antonio Martino: "La Ciociaria, la storia, le storie"
Sarà presente Bruno Raccio, segretario regionale dello SPI-CGIL



TRA UN ANNO SI VOTA A FROSINONE.
I DS frusinati cominciano a prendere le distanze dall'operato dell'attuale sindaco?
di Claudio Martino
La crisi apertasi con le dimissioni di Marcello Colasanti da segretario dei DS di Frosinone deve essere risolta al più presto, almeno dal mio punto di vista - del tutto personale - di iscritto a quel partito e a quella sezione. Lo richiede, prima di tutto, la situazione politico-amministrativa della città, che vede il sindaco alle prese (oltre all'annosa mancanza di una maggioranza consiliare stabile) con una crescente sfiducia nei suoi confronti da parte dei compagni di partito. La vicenda Storace non ne è certo la causa, almeno non la principale.
La realtà - a mio avviso - è che stanno esplodendo a catena le contraddizioni generate da anni di acritica acquiescenza del gruppo dirigente DS frusinate alle scelte amministrative di Domenico Marzi e Danilo Giaccari. Con il risultato che ora, ad un anno dalle prossime elezioni cittadine, riesce difficile (non avendole elaborate insieme con gli amministratori compagni di partito) spiegare il senso di operazioni come i project financing del Matusa-Casaleno e del Multipiano, mal compresi e, specialmente quest'ultimo, non condivisi dalla cittadinanza. Particolarmente imbarazzante risulta, secondo me, per i dirigenti ed i consiglieri comunali DS, spiegare perché, a fronte di ben dieci milioni di stanziamento della Regione Lazio, non si proceda semplicemente ad ultimare il Casaleno, senza continuare a sottostare a mire edificatorie nell'area del Matusa.
Io penso che Marcello Colasanti possa continuare a fare il segretario. E' però forse opportuno che si dimetta da consigliere comunale. Pur non essendoci un impedimento statutario, un pizzico di saggezza avrebbe voluto che il partito cittadino non accettasse la presenza in aula consiliare del suo massimo dirigente, tra le cui funzioni rientra anche e soprattutto il controllo politico dell'azione amministrativa.
Tante soluzioni prevede lo statuto del partito che consentono ai DS frusinati di esprimere una dirigenza valida e condivisa. L'importante è non lasciar ristagnare la situazione. Ci attende la scadenza referendaria di fine giugno. E dobbiamo partecipare alla creazione del Partito Democratico con un gruppo dirigente quanto più possibile coeso, capace di avviare - anche a livello locale ed il più presto possibile - un confronto fruttuoso con le altre forze, in primis La Margherita, interessate al progetto.