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SOMMARIO:

- "I tre atti della narrazione" / a cura dello scrittore Antonio Pascale

- Ciociari alla FIERA DI ROMA - MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE "GUSTI D'EUROPA", SVOLTASI DALL'8 ALL'11 GIUGNO 2006

- Stadio provvisorio tra Frosinone e Ferentino? / "IL TEMPO" - Martedì 20 giugno 2006

- STORIA E STATUTO IN UN LIBRO DI COLLEPARDI / CIOCIARIA OGGI - Domenica 5 giugno 2005

- Il deputato Gianfranco Schietroma sulla rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale nel settore delle imprese di pulizia e dei servizi integrati e multiservizi

- OMAGGIO ALLO SCRITTORE ALBERTO BEVILACQUA - Frosinone - Villa Comunale

- Interrogazione del deputato Angelo Picano sui Vigili del fuoco di Frosinone

- Interrogazione del deputato Oliviero Diliberto su episodi di grave intolleranza politica verificatisi a Cassino

- XV^ Edizione del premio Nazionale Megaris  / Villa Comunale di Frosinone

- Interrogazione del deputato Orazio Antonio Licandro su situazione personale Questura di Frosinone

- LETTERA APERTA DI RAOUL PARLANTI, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE "FROSINONE 2020" / giugno 2006

- Intervento del deputato Angelo Picano sulla fiducia al governo Prodi (22 maggio 2006)

H E L P

STIAMO CERCANDO, NELLA CITTA' DI FROSINONE, UN APPARTAMENTO, PER METTERCI LA REDAZIONE DI DOUBLEFACE ED ALTRE INIZIATIVE EDITORIALI.

CI STANNO BENE ANCHE SOLO DUE STANZE.

Se sapete qualcosa, per favore, chiamateci!

Claudio Martino 338-3465874

Fiorenzo Fraioli 333-3172393

World Book Capital

 

LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA E LETTURA

A CURA DELLA SCUOLA DI SCRITTURA "OMERO" - ROMA

scuola@omero.it

Giovedì 8 giugno 2006

BIBLIOTECA COMUNALE DI FROSINONE - CORSO DELLA REPUBBLICA

"I tre atti della narrazione"

a cura dello scrittore Antonio Pascale

 

Antonio Pascale

Nato a Napoli nel 1966, ha pubblicato La città distratta (Edizioni l'Ancora, 1999 e Einaudi, 2001), un affresco della vita nella città di Caserta, con cui ha vinto l'edizione 2000 del premio Sandro Onofri; La manutenzione degli affetti (Einaudi 2003), Passa la bellezza (Einaudi 2005). Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in «Lo Straniero» e «Nuovi Argomenti». Un suo racconto compare nell'antologia Disertori (Einaudi Stile libero). Collabora al «Corriere del Mezzogiorno». Vive e lavora a Roma.

 

 

 

REGISTRAZIONE AUDIO INTEGRALE DELL'INCONTRO

 

 

Giulia Rodano, assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio ed Amedeo Di Sora, assessore alla Cultura del Comune di Frosinone

 

 

 

 

Da sin.: Giulia Rodano, Amedeo Di Sora, lo scrittore Antonio Pascale ed Enrico Valenzi, direttore della scuola di scrittura creativa OMERO

 

 

 

 

 

 

 

In prima fila, da destra: Angelo D'Agostini, direttore della biblioteca comunale di Frosinone e Fiorenzo Fraioli, direttore del periodico DOUBLEFACE

FIERA DI ROMA - MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE "GUSTI D'EUROPA", SVOLTASI DALL'8 ALL'11 GIUGNO 2006

Lo stand di "Aziende Aperte in Ciociaria", Via Brighindi, 39, Frosinone
 

 

 

 

 

 

Un altro espositore ciociaro alla kermesse

 

 

"IL TEMPO" - Martedì 20 giugno 2006 - pag. 34

Come reso noto dal consigliere comunale Pittiglio, un cittadino ha offerto in affitto un'area di 95 mila metri quadrati

Stadio provvisorio tra Frosinone e Ferentino?

di L. Ser.

CIOCIARIA OGGI - Domenica 5 giugno 2005 - pag. 25

Verrà presentato sabato

STORIA E STATUTO IN UN LIBRO DI COLLEPARDI

di Samantha Roma

INTERVENTO DEL DEPUTATO GIANFRANCO SCHIETROMA

SEDUTA CAMERA DEI DEPUTATI N.11 - Mercoledì 14 giugno 2006

(Rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale nel settore delle imprese di pulizia e dei servizi integrati e multiservizi - n. 3-00046)

PRESIDENTE. Il deputato Schietroma ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00046 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 12). Le ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione.

GIAN FRANCO SCHIETROMA. Signor Presidente, signor ministro del lavoro e della previdenza sociale, domani avrà luogo uno sciopero nazionale di otto ore, con manifestazione a Roma, a seguito della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale pulizie e multiservizi.
Tale situazione è particolarmente preoccupante perché mette seriamente in pericolo il lavoro di tante persone. Nella realtà che conosco di più, la mia provincia di origine - la provincia di Frosinone -, i lavoratori interessati sono 4 mila; a livello nazionale sono addirittura 400 mila le lavoratrici e i lavoratori interessati al rinnovo di questo contratto, che operano negli uffici pubblici, nelle scuole, negli ospedali ed anche nelle industrie.
Le chiedo, signor ministro, quali siano le iniziative che il Governo intende intraprendere per porre rimedio a questa situazione davvero grave.

PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e della previdenza sociale, Cesare Damiano, ha facoltà di rispondere. Le ricordo che ha tre minuti di tempo a disposizione.

CESARE DAMIANO, Ministro del lavoro e della previdenza sociale. Signor Presidente, la questione posta oggi all'attenzione del Governo è di particolare rilevanza e delicatezza.
Il rinnovo del contratto in questione interessa infatti un settore che, come ha ricordato l'onorevole Schietroma, occupa ben 400 mila lavoratori che svolgono attività nei più diversificati contesti organizzativi e nei settori produttivi.
Vorrei ricordare brevemente che il contratto collettivo relativo ai dipendenti delle imprese servizi integrati e multiservizi, ora scaduto, fu stipulato il 25 maggio 2001, concludendo quella che a nostro avviso fu una positiva fase politica e negoziale per il settore delle pulizie, iniziata nei primi anni Novanta, attraverso l'introduzione di provvedimenti legislativi ed atti amministrativi finalizzati alla lotta all'evasione contributiva, alla regolamentazione del settore, alla trasparenza degli appalti, alla tutela e salvaguardia dei livelli occupazionali.
Indubbiamente, il Governo seguirà con estrema attenzione l'evoluzione della vicenda in argomento, ma, allo stesso tempo - e vengo al punto di domanda posto dall'onorevole interrogante relativo alle iniziative che il Governo intende intraprendere -, ritengo che sia un preciso dovere rispettare il principio dell'autonomia collettiva. Si tratta, infatti, di un principio cardine dell'ordinamento e delle relazioni industriali, che rimette alle parti la definizione del contratto collettivo.
Sono personalmente convinto che le parti sapranno trovare una soluzione adeguata che si ponga nel solco di quella positiva fase di cui ho parlato prima.
Naturalmente, non escludo, anzi dichiaro sin da ora la disponibilità del Governo ad intervenire in funzione mediatoria e conciliativa nel caso in cui siano le parti a richiedere tale intervento.

PRESIDENTE. Il deputato Schietroma ha facoltà di replicare, per due minuti.

GIAN FRANCO SCHIETROMA. Signor Presidente, non si tratterà di una replica, ma soltanto di un brevissimo intervento per dichiarare, a nome del gruppo parlamentare della Rosa nel Pugno, che sono soddisfatto della risposta del ministro e della disponibilità manifestata dal Governo ad interessarsi della vicenda.
La trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore pulizie e multiservizi si è inutilmente protratta per un anno a causa delle inaccettabili richieste delle associazioni dei datori di lavoro. Una riguarda la revisione dell'articolo 4 del contratto, relativo ai subentri negli appalti: i datori di lavoro vorrebbero eliminare l'obbligo, per l'impresa che subentra nell'appalto, di riassumere tutti i lavoratori alle stesse condizioni. Altre preoccupanti richieste dei datori di lavoro concernono l'abolizione della maggiorazione per la sesta giornata e l'eliminazione del pagamento dei primi tre giorni di malattia; inoltre, i datori di lavoro vorrebbero introdurre una flessibilità esasperata.
Sono convinto che la questione si risolverà positivamente soltanto con l'intervento del Governo. Quindi, l'impegno lodevolmente annunciato dal ministro Damiano è molto importante; anzi, esso sarà decisivo per assicurare il mantenimento del posto di lavoro alle 400 mila persone interessate al rinnovo del contratto del settore pulizie e multiservizi che lavorano negli uffici pubblici, nelle scuole, negli ospedali ed anche nelle industrie.
La ringrazio molto, signor ministro.

Lunedì 26 giugno 2006 - ore 21.30

Frosinone - Villa Comunale

 

OMAGGIO ALLO SCRITTORE ALBERTO BEVILACQUA

Recital letterario

Sarà presente l'autore

DEPUTATO ANGELO PICANO SU VIGILI DEL FUOCO DI FROSINONE

 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00249 / Stato: IN CORSO
presentata da ANGELO PICANO mercoledì 14 giugno 2006 nella seduta n.011


 

PICANO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:

presso il comando provinciale dei Vigili del fuoco di Frosinone è successo che nei mesi scorsi è stata necessaria la sospensione frequente di soccorso nella zona servita dal distaccamento di Fiuggi ed il relativo accentramento del personale; gravi carenze pure si sono verificate presso il distaccamento di Cassino che serve un ampio territorio;

l'approssimarsi della stagione estiva a cui è connesso un incremento importante della popolazione in diversi paesi della provincia e i frequenti incendi, faccia prevedere, come successo negli anni scorsi, un aumento notevole della richiesta di intervento dei Vigili del fuoco -:

se non ritenga necessario dare disposizioni affinché il contingente di personale discontinuo assegnato al comando di Frosinone venga adeguato alle reali necessità riportato almeno al livello ante 2006 (16), il che consentirebbe di evitare la sospensione del servizio in momenti particolarmente delicati. (4-00249)

DEPUTATO OLIVIERO DILIBERTO SU EPISODI DI INTOLLERANZA A CASSINO (FR)

 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00172 /
Stato: IN CORSO
presentata da OLIVIERO DILIBERTO martedì 6 giugno 2006 nella seduta n.009


 

DILIBERTO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:

nelle scorse settimane si è svolta a Cassino (Frosinone) la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale;


si sono verificati continui episodi di grave intolleranza politica sfocianti in minacce non solo verbali ma anche con uso di armi da parte di attacchini occasionali assoldati da vari candidati che affiggono i manifesti di propaganda elettorale fuori dagli spazi predisposti dal comune, sulle mura delle abitazioni o su qualsiasi altra parete disponibile;

numerose segnalazioni, che hanno avuto rilievo anche sulla stampa locale, sono state fatte alle diverse autorità affinché fossero fatte rispettare le norme, ma tutte invane;

lo stesso Sindaco uscente ha partecipato alla competizione elettorale violando le norme sulla campagna elettorale avendo fatto affiggere, per quanto risulta all'interrogante, la sua gigantografia su di un tabellone pubblicitario privato non autorizzato;

tale situazione ha alimentato un clima di pericolosa tensione che rischia di degenerare in aperta violenza, come è già accaduto nella notte tra il 10 e l'11 maggio nei confronti di alcuni dirigenti del PDCI tra i quali il Segretario provinciale ed il Segretario cittadino, vittime inconsapevoli di un'aggressione verbale seguita da intimidazioni e minacce da parte di un attacchino abusivo che aveva affisso manifesti di un candidato in uno spazio non autorizzato -:

quali iniziative abbia intrapreso affinché la campagna elettorale a Cassino si svolgesse nella serenità di una sana competizione e nel rispetto delle leggi vigenti.(4-00172)

Assessorato alla Cultura, Teatro e Cinema

in collaborazione con l'Associazione Culturale Megaris di Napoli

presenta

la

XV^ Edizione del premio Nazionale Megaris

Napoli- Frosinone - Merano - Napoli

Tappa Itinerante di Frosinone

dal 20 al 30 Giugno 2006

Villa Comunale -  Sale " Casa De Matthaeis "

Via Marco Tullio Cicerone

 Apertura  dal 21 al 30 Giugno

ore 9  - 12  ^^^^^^  17 - 20

DEPUTATO ORAZIO ANTONIO LICANDRO SU SITUAZIONE PERSONALE NELLA QUESTURA DI FROSINONE

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00253 /
Stato: IN CORSO
presentata da ORAZIO ANTONIO LICANDRO mercoledì 14 giugno 2006 nella seduta n.011



 

LICANDRO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:

alla Questura di
Frosinone da anni non viene più trasferito personale del ruolo agenti-assistenti e ciò comporta un enorme sacrificio da parte di coloro che sono «costretti» a sopperire a questa grossa carenza d'organico;

in data 22 maggio 2006 il Questore di
Frosinone non potendo più assicurare i servizi di vigilanza fissa agli ingressi della Questura e della Prefettura, al solo scopo di potenziare gli Uffici operativi, con ordinanza dispone il movimento interno di dipendenti della Polizia di Stato e trasferisce personale del ruolo tecnico in servizio presso Uffici cui non è previsto il loro impiego, assegnandolo al Centralino della Prefettura. Ciò avrebbe permesso di recuperare anche due Poliziotti del ruolo ordinario da impiegare nei servizi sopraindicati di vigilanza fissa;

in data 23 maggio 2006, il Prefetto di
Frosinone, secondo l'interrogante violando il precetto degli articoli 13 e 14 della legge n. 121 del 1981, invia un provvedimento scritto al Questore con il quale revoca, limitatamente al Centralino, i trasferimenti di 4 dipendenti, indicandone espressamente i nomi e le qualifiche;

nello stesso giorno, considerata la gravità dell'atto, il Questore informa il Dipartimento della pubblica sicurezza, ove il successivo 26 maggio viene convocato;

il 27 maggio 2006 il Questore di
Frosinone «valutata la richiesta della Prefettura» revoca il trasferimento dei quattro dipendenti citati, mantenendo così poliziotti in servizio presso il centralino ed operatori tecnici, che potrebbero ricoprire quella mansione in altri uffici dove la loro figura non è prevista;

tali fatti, conosciuti anche dai comandi provinciali delle altre forze di Polizia, secondo l'interrogante hanno sminuito notevolmente la figura del Questore di
Frosinone sia all'interno della Questura sia nei confronti dei Comandanti provinciali dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza -:

quali iniziative urgenti intende intraprendere affinché nella Provincia di
Frosinone le Autorità provinciali di pubblica sicurezza tornino a rispettare le proprie competenze ed il proprio ruolo. (4-00253)

LETTERA APERTA DI RAOUL PARLANTI, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE "FROSINONE 2020"

giugno 2006

 

Lettera aperta ai partiti politici, alle associazioni e organizzazioni sindacali, professionali, di volontariato e di categoria della città di Frosinone. Loro sedi.

P.c.: Organi di stampa di Frosinone.

 

 

L’ultimo disperato tentativo del sindaco di Frosinone di ricercare con l’opposizione una qualche forma di compromesso per una collaborazione che permetta di governare la città non può essere declassato ad una meschina schermaglia delle parti.

Il sindaco pone un problema di grande importanza: la nostra città non si sviluppa. Sono decenni, infatti, che  non si riesce a dare un indirizzo alla sua crescita  e, nella mancanza di un programma, i cittadini realizzano costruzioni abusive o disorganiche che alimentano il caos ed il degrado del territorio.

In campo economico assistiamo ad un processo incontrastato di deindustrializzazione senza che nessuna parte politica proponga un progetto di rilancio del settore o di altri indirizzi di sviluppo.

Apprezziamo molto l’intervento del presidente di Confindustria-Frosinone Arnaldo Zeppieri che lancia un appello a tutti i parlamentari di Frosinone perché facciano sistema per rilanciare la nostra economia anteponendo l’interesse della città alle polemiche di parte.

Ricordiamo che da tempo confindustria e sindacati stanno collaborando in tal senso.

Di fronte al dramma di una città che perde terreno e occasioni i dirigenti politici finora hanno saputo solo accusarsi a vicenda.

I programmi, elaborati nelle segreterie dei partiti all’ultimo momento prima delle elezioni, vengono votati dalla gente non per una sostanziale condivisione, ma soltanto perché sono l’unica alternativa possibile ad un altro programma che li vede ancor più ostili.

Sempre più si chiede il voto contro l’avversario piuttosto che in accordo al proprio programma, che viene presentato quando non c’è più il tempo per approfondirlo.

Non ci si può poi stupire se, al momento della realizzazione, si sviluppa una forte opposizione anche interna allo schieramento di governo della città.

Marzi chiede ai dirigenti dell’opposizione di discutere di urbanistica.

Ma siamo sicuri che i leader dei partiti rappresentino i punti di vista dei cittadini?

Noi riteniamo che, per poter governare, si debbano porre delle regole che garantiscano il più possibile la reale rappresentatività degli eletti.

La formula è composta di 3 parole: PRIMARIE, CONCERTAZIONE, TRASPARENZA.

Trovare attraverso le primarie il candidato sindaco di uno schieramento significa, innanzi tutto, iniziare con molto anticipo ad elaborare un programma da confrontare con i programmi di avversari che diventeranno compagni di cordata.

Confrontarsi con candidati dello stesso schieramento (come avviene nelle primarie) invece che con esponenti del polo avverso, comporta che non si possa sviluppare il confronto demonizzando o delegittimando i concorrenti e, quindi, la competizione dovrà basarsi sui contenuti, sulle alleanze con gruppi, quartieri, categorie ed associazioni che esprimono interessi ed idee programmatiche.

La concertazione con queste organizzazioni o raggruppamenti di cittadini porterà ad un rapporto di maggiore controllo e continuità tra eletto ed elettore.

La conoscenza dettagliata del programma, sviluppato insieme nel tempo, potrà essere uno stimolo più forte, una volta eletta la giunta comunale, alla trasparenza sugli atti amministrativi, che devono essere conosciuti -per esempio pubblicandoli sul sito Web del comune- già nella fase di dibattito consiliare.

In tal modo i cittadini potranno esprimere critiche e suggerimenti per il dibattito piuttosto che essere  successivamente costretti a ricorrere al Tar.

E’ possibile, inoltre, che un dibattito ampio sui programmi o sugli obiettivi favorisca, invece che il teatrino delle liti e delle accuse stereotipate, l’ingresso in politica di persone nuove e motivate dalla solidità degli argomenti e attualmente escluse dagli apparati dei partiti o infastidite dalla modalità del confronto. Persone magari più interessate alla crescita dell’economia che alla carriera nel partito.

E’ importante chiedere ai parlamentari un atteggiamento costruttivo, ma non può essere solo questa la formula per rilanciare lo sviluppo: è necessario che la dialettica politica riparta sulla base di un confronto alternativo, ma propositivo.

E’ necessario che la ricerca del consenso elettorale si sviluppi su alleanze programmatiche chiare tra cittadini e partiti, basate su modelli prospettici di lungo respiro.

Bisogna innanzi tutto avere la consapevolezza che l’innalzamento del livello qualitativo del confronto politico-programmatico tra i due schieramenti rappresenta un vantaggio per la città, -a prescindere da chi sarà il vincitore- e poi competere per essere il migliore.

Non si può continuare con un confronto basato sulle accuse e sulle recriminazioni: non produce che divisioni e fallimenti.

L’associazione Frosinone 2020 propone a tutte le forze politiche e sociali di Frosinone un dibattito sul tema delle Primarie come primo momento di rinnovamento del confronto politico e di rilancio dello sviluppo economico e urbanistico.

Noi intendiamo spingere fortemente affinché lo schieramento di centro-sinistra, in cui ci riconosciamo, scelga il proprio rappresentante con il sistema delle Primarie, perché ciò potrebbe permettere di superare contrasti interni che hanno impedito (insieme alla esiguità dei numeri) il governo della città.

Riteniamo inoltre che anche il centro-destra potrebbe trarre momenti di crescita politica da sue elezioni Primarie.

Invitiamo pertanto tutti i partiti, le organizzazioni e le associazioni cittadine ad un dibattito sulle Primarie intese come strumento per migliorare l’iniziativa politica nella città.

INTERVENTO DEL DEPUTATO ANGELO PICANO SULLA FIDUCIA AL GOVERNO PRODI

Comunicazioni del Governo (Discussione) / SEDUTA N.5 / Lunedì 22 maggio 2006

 

ANGELO PICANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il discorso programmatico del Presidente del Consiglio si propone di portare l'Italia a ritrovarsi ad essere un paese normale ed unito. Per paese normale egli intende la dialettica politica come momento di confronto delle idee e dei programmi, e non come occasione di lacerazione della comunità nazionale. Egli è cosciente della stabilità del nostro sistema, che ha retto di fronte a tante spinte disgregatrici, dal terrorismo ai momenti di ristrutturazione del nostro sistema produttivo, alle gravi crisi della finanza pubblica.
Le sfide del XXI secolo, però, sono tante e l'Italia fa fatica ad affrontarle. La prima difficoltà che il paese ha incontrato è quella dei necessari aggiornamenti della Costituzione, necessitati dalle rapide evoluzioni del contesto socio-economico nazionale ed internazionale.
La Costituzione non è una legge come le altre, ma costituisce la base e l'appoggio indispensabile di ogni legge e di ogni indirizzo politico, la cui discrezionalità è, appunto, segnata dai confini della Costituzione stessa. Soprattutto in un sistema di tipo democratico, seppure idealmente considerato nella Costituzione, dovrebbero riflettersi il costume più profondo e stabile di una collettività, la sua identità e i suoi valori più durevoli, quelli cioè destinati ad accompagnare la trasformazione stessa della società. Perciò, il consenso di tipo costituzionale, divenuto problematico per il cedimento dei tradizionali collanti sociali, esige nella società e nelle istituzioni, oggi più che mai, ampi processi dialogici e mediativi e, dunque, una sfera pubblica largamente partecipata ed orientata alla sintesi.
La revisione costituzionale, che nel novembre 2005 è stata approvata in via definitiva dal Parlamento a stretta maggioranza governativa, è ora attesa da un referendum popolare confermativo, ultima tappa prima dell'entrata in vigore e, insieme, ultima occasione disponibile per fermarla. Tale revisione non è riconducibile ad uno scontro tra destra e sinistra, ma chiama in causa il futuro dell'idea stessa di Costituzione e, con essa, la condizione di pensabilità di una democrazia che non sia meramente formale.
Al di là delle scelte di merito, il testo è stato approvato al di fuori di ogni dialogo e, quindi, con chiusura verso ogni logica mediativa. L'attuale revisione costituzionale è stata giocata su equilibri interni alla maggioranza e si compone di istanze, spesso prive di coerenza logica, portate avanti dalle singole forze partitiche nell'alleanza di Governo. È chiaro che, in un sistema così fragile di equilibri, tutti interni alla maggioranza, ogni cedimento all'opposizione avrebbe comportato lo scardinamento della costruzione e con essa, probabilmente, dell'alleanza di Governo. In questo modo, però, tutto il costituzionalismo che, in ultima analisi, è tecnica di contenimento del potere, risulta ignorato e si prepara un'instabilità costituzionale, con la Costituzione coinvolta nel gioco delle rappresaglie tra coalizioni che si alternano al Governo.
Per questi motivi, siamo contrari alle modifiche apportate alla Costituzione dalla vecchia maggioranza di centrodestra e ci comporteremo di conseguenza al prossimo referendum, sulle linee indicate dal Presidente del Consiglio.
Durante un suo discorso, il Presidente Ciampi, in ricordo del giudice Livatino, ebbe ad affermare che la giustizia è il valore fondante di ogni Costituzione democratica. Le parole del Presidente condensano in modo mirabile i concetti basilari della Costituzione che, con l'adesione più totale al principio della separazione dei poteri, è volta a garantire la vita stessa dello Stato mediante un giusto equilibrio di tutte le sue componenti. Infatti, le migliori democrazie hanno i migliori sistemi giudiziari. Anche la contesa sui voti deve essere risolta da corti di giustizia, e l'efficienza del sistema economico dipende dalla rapida e chiara definizione dei rapporti controversi di debito e credito di esecuzione dei contratti, e così via.
La giustizia ha patito moltissimo il durissimo conflitto nella quale è stata coinvolta negli ultimi anni. Per questo motivo, abbiamo molto apprezzato lo spirito di ricostruzione dell'armonia dei poteri dello Stato enunciato dal Presidente Prodi, segnando così la fine della guerra fredda con i magistrati. È possibile oggi sperare che le importanti e necessarie riforme siano ottenute con spirito collaborativo tra tutte le forze politiche e con assoluta attenzione a chi da tempo sostiene che non è ancora superata l'emergenza criminale degli scorsi decenni e che è primariamente necessaria una legislazione rispettosa dei diritti di tutti.
La giustizia, già lenta per una pessima consuetudine mai energicamente combattuta, è stata ultimamente posta in ulteriore difficoltà anche dall'alluvione delle leggi che hanno continuamente mutato le carte, spesso senza una visione organica e non raramente per fini di utilità dei governanti anziché dei cittadini. È necessario perciò agire per modificare le norme di riforma dell'ordinamento giudiziario che mettono a rischio l'indipendenza della magistratura.
È auspicabile, per la chiarezza politica, che si eliminino le leggi approvate per interessi personali, ma occorre nello stesso tempo sfoltire la pletora di disposizioni che generano incertezze in ogni settore, modificare il processo civile, ricorrendo alle competenze che l'università e le professioni possiedono, riordinare i riti alternativi del processo penale, ormai sfuggiti ad una concezione ordinata e ed organica. Nella chiarezza dei programmi e delle linee di indirizzo della maggioranza, la giustizia deve riacquistare efficienza, rapidità, quindi credibilità, nell'interesse del paese. Con questo spirito, ci auguriamo un atto di clemenza che possa sfoltire le carceri e funzionare da segnale di pacificazione sociale.
Abbiamo apprezzato le prime mosse del ministro Mastella, tese a riportare la fiducia dei cittadini nei confronti della giustizia e quella degli operatori di giustizia nei confronti del Governo.
La dichiarazione dell'onorevole Prodi che il Governo intende mettere la famiglia al centro della propria azione nella sfera sociale trova completamente d'accordo l'Udeur. Abbiamo apprezzato i provvedimenti annunciati dal Presidente del Consiglio; noi, come lui, siamo convinti che il problema della famiglia meriti decisamente una assoluta priorità. La politica sembra spesso ignorare questa esigenza, perché continua a far riferimento agli individui, come se l'Italia fosse popolata da single e, non soprattutto, da mariti e mogli, da figli e figlie.
In questa luce, vanno ripensate le modalità di lavoro, l'organizzazione dei servizi, gli orari dei negozi, la struttura stessa della città. È necessario, pertanto, ripensare la politica urbanistica. Negli anni del secondo dopoguerra abbiamo visto affermarsi una concezione massificante e classista della struttura cittadina, per cui i quartieri sono stati progettati per censo: quelli poveri fatti di grandi casermoni senza servizi e quelli ricchi provvisti di tutte le comodità. Ne è venuta fuori una costante frustrazione, specialmente nei giovani abitanti dei ghetti popolari, e spesso è scoppiata la rivolta. L'esplosione dei giovani delle banlieue francesi ne è un esempio.
Bisogna perciò adottare una concezione urbanistica che tenga conto dei quartieri come sedi di una comunità umana, nei quali vanno incoraggiati e resi possibili il dialogo e l'integrazione. Tutti i cittadini devono sentirsi di pari diritto e con le stesse opportunità. In questo modo, daremo un contributo alla costruzione di città belle ed interclassiste, che manterranno gli equilibri sociali e toglieranno la terra sotto i piedi ai violenti.
Le dichiarazioni del ministro Bindi sulle coppie di fatto ci inducono a ricordare che su questa materia non c'è vincolo di coalizione. Perciò, noi Popolari-Udeur esamineremo le varie proposte presenti in Commissione per dare una regolamentazione alle coppie di fatto, a condizione che non siano equiparate al matrimonio, così come previsto dalla Costituzione.
Come è necessario integrare i diversi strati sociali all'interno della città, così si impone la ricerca costante dell'unità nazionale attorno a progetti di sviluppo che coinvolgano tutte le aree del paese. L'idea del Mezzogiorno esposta dal Presidente del Consiglio ridà a quest'area un ruolo geopolitico da protagonista, quale ebbe qualche millennio fa al tempo della Magna Grecia e di Roma. Un ponte tra il sud e l'est del mondo con il nord Europa ha bisogno di infrastrutture, quali porti, strade, ferrovie, ma soprattutto di reti di telecomunicazione. La banda larga deve arrivare dappertutto, anche nei comuni più piccoli, perché in questo modo permettiamo a tutti i giovani, a tutte le famiglie, a tutte le imprese, di uscire dall'isolamento e di collegarsi con il mondo. Le tecnologie dell'informazione costituiscono una delle più grandi svolte della storia dell'umanità, perché coinvolgono e sconvolgono, in termini di estensione e di profondità, tutti i campi delle attività umane.
Signor Presidente, una particolare attenzione va data in questa prospettiva alle piccole e medie aziende del Mezzogiorno, come pure a quelle aree del sud del Lazio escluse ex abrupto, nel 1994, dall'«area Cassa», con la conseguenza che abbiamo dovuto assistere ad una graduale, ma costante deindustrializzazione, che ha provocato molti disagi, ma anche molta disoccupazione.
Signor Presidente del Consiglio, le sfide che attendono il Governo sono tante, ma lei già nel passato ha dato prova di saper governare le difficoltà. Siamo sicuri che anche questa volta saprà dimostrare rispetto per le istituzioni, capacità di governo dell'economia, solidarietà nei confronti dei più deboli e impegno per una politica di pace. In questo cammino avrà il completo appoggio dei parlamentari Popolari-Udeur (Applausi dei deputati del gruppo Popolari-Udeur).

 

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