Amoà FATUIVA

(Annarita BIANCHINI)

"Bellezza remota"

Eks&Tra Editore, 2004

(Con prefazione di Mario Celletti dal titolo "Il regno del mistero)

 

 

Dal retro di copertina:

 

Poesia di bellezza postuma. Poesia Remota, dall'eleganza orientale, oltre le dune dell'esistenza, degli orizzonti di sale e sassi; oltre l'ombra della luna, del sole, oramai.

Amoà è creatura lunare, condannata dalle tenebre del sogno.

Le sue parole hanno la libertà dell'aria e la necessità del giorno. Versi nati spontanei su un campo, come i fiori. Non mentono. Non profumano d'altro. Hanno colori di terra e occhi di serpenti (dovremmo poter parlare di più dei rettili in poesia, senza antidoto).

Il suo è il canto, lamento, che viene dal deserto della parola e dei pensieri.

La Bellezza Remota delle poesie di Amoà Fatuiva nasce al mattino, per chiudere i suoi petali alla sera, raccontare storie agli Erranti, e schiudere i suoi segreti senza rime, davanti ad un tremito, che sgomenta.

Amoà ha un giardino lunare, dove coltiva ombre, da smacchiare di sangue, e il sogno di un uomo (o almeno di un suo frammento) che parlava alla pietra, parallelamente alla sua sterilità, ai suoi sterpi e rovi e che vive al limite dell'orizzonte, in un tempo meraviglioso e feroce, ubriaco di frontiere. (Roberto Mirabella)

 

 

Amoà Fatuiva è lo pseudonimo di Annarita Bianchini, nata ad Avezzano, capoluogo della Marsica. È una "straniera" nel suo paese, una nomade che erra per le strade del mondo e che ama le letterature orientali. Ha studiato psicologia all'Università "La Sapienza" di Roma.

Scrive da tanti anni, ma ha voluto stare sempre lontana dai circoli letterari. Oltre a Bellezza remota, ha scritto altri due libri di poesia: Assenza di sguardi e Seni di cristallo (premio speciale della giuria del Concorso Scritture di frontiera - Trieste 2004), il romanzo Quartiere Shangai, nonché vari saggi sulla poesia dei poeti migranti in Italia.