INCONTRO SU SATIRA E RELIGIONI

 

Lunedì 13 marzo 2006, ha avuto luogo, presso la biblioteca comunale di Frosinone, una conferenza-dibattito, organizzata dall'istituto "Gramsci" di Frosinone, con la collaborazione dell'Associazione culturale islamica,

dal titolo

"Satira e religioni, tra diritti, culture e politica".

 

Relatori:

prof. Gianpaolo Fontana
docente di diritto
pubblico presso l'università di Foggia

prof. Roberto Gritti
docente di
sociologia delle relazioni internazionali presso l'università La
Sapienza di Roma

dott. Mario Scialoja
presidente della Lega Mondiale
Islamica in Italia
già  ambasciatore d'Italia in Arabia Saudita

ha presieduto il prof. Michele De Gregorio
presidente dell'Istituto Gramsci
 

AUDIO INTEGRALE DELL'INCONTRO

 

INTERVISTA A KALID, GIOVANE PARTECIPANTE ALL'INCONTRO

 

 

"LA PROVINCIA" - Martedì 14 marzo 2006 - pag. 22

Nel capoluogo ciociaro il presidente della lega mondiale islamica in Italia

Mario Scialoja ospite a Frosinone

"Mai confondere religione islamica e terrorismo islamico"

di Ombretta Crescenzi

 

Martedì 14 marzo 2006

 INTEGRALISMI RELIGIOSI E LAICITA’ DELLO STATO

 di Claudio Martino

 Il primo passo nella risoluzione di un problema è il riconoscimento della sua esistenza. Ed un problema “islamico” sicuramente esiste.

Esiste perché – in linea di massima – nel mondo islamico la compenetrazione tra diritto canonico e legge civile è molto stretta, quando addirittura non vi è coincidenza; e perché i musulmani – sempre naturalmente in linea di massima – vivono in paesi autoritari, in cui non viene rispettata la divisione dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario): da qui l’incredulità con cui vengono accolte le spiegazioni dei governi europei che dichiarano di non poter far nulla contro chi pubblica materiale ritenuto offensivo dell’Islam.

Quest’ultimo pone, a mio avviso, i problemi sollevati da tutte le religioni, probabilmente insiti nei credi religiosi in quanto tali. Ogni religione è, secondo me, tendenzialmente intollerante nei confronti delle altre religioni e dell’ateismo.

Credere in Dio, nell’immortalità dell’anima, nel giudizio finale, non è come pensare che gli spaghetti siano buoni, accettando che a qualcun altro possano non piacere… La religione – ogni religione – pretende di dare un senso all’esistenza umana e, per essere pienamente efficace, deve essere accettata integralmente.

Ritenere che la propria religione sia uguale ad un’altra equivale – di fatto – a considerarla una non-religione, un frutto del pensiero umano, incapace, per sua natura, di dare risposte certe agli angosciosi quesiti esistenziali.

Per fortuna – dico io - la maggior parte delle persone crede e non crede e perciò accetta una visione relativistica. Chi crede fino in fondo è fisiologico che voglia permeare (non necessariamente con la violenza fisica) l’intera società dei propri principi religiosi, per la propria salvezza, quella dei suoi cari e dell’intera umanità.

Da ciò – mi si perdoni la forse eccessiva semplificazione – lo scontro tra diverse visioni ed atteggiamenti religiosi. Ai fini della pacificazione il convincimento serve poco… Ad un certo punto la maggioranza, religiosa e non, si rende conto che il bene fondamentale è la pace e la impone a tutte le fazioni religiose.

Solo uno Stato veramente laico può garantire la pace, imponendola agli integralisti (o fanatici che dir si voglia) di tutte le religioni. Il mio timore (fondato, mi pare, anche alla luce delle continue prese di posizione da parte della gerarchia ratzingeriana) è che i vari integralismi (cattolico ed islamico in primis) preferiscano allearsi, pur di ostacolare una visione laica della società.

 

 

FOTO DELL'INCONTRO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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