CESAR GALA MIRANDA
E’ nato a Madrid. Laureato in Giurisprudenza.
Nel 1983-84, ottiene una borsa di studio dalla Stamperia Nazionale Italiana (Roma) per la ricerca di nuove tecnologie inerenti all’incisione.
Pittore e incisore. Dal 1989 ad oggi, crea e pubblica il bollettino “L’Aperiodico”, su Arte e Cultura.
Vive e lavora a Roma.
-www.geocities.com/ cesargala
-cesargala @ tiscalinet.it
MOSTRE PERSONALI
1980 Teatro in Trastevere, Roma.
1981 Sala Eada, Barcelona. Spagna.
Il Tentativo, Roma.
1982 Sala Café Colon, Luarca, Asturias. Spagna.
1983 Sala Café Colon, Luarca. Asturias. Spagna
1984 Galleria 5X 5, Roma.
Galleria Porto di Ripetta, Roma.
Sala Café Colon, Luarca. Asturias.
1985 Real Club Nautico, Luarca. Asturias.
Sala La Chiave, Roma.
Sala de Exposiciones de la Caja Postal, San Sebastian. Spagna
1986 Sala de Exposiciones de la Caja Postal, Barcelona.
Galleria Porto di Ripetta, Roma
Istituto Espanol de Cultura, Roma
1987 Sala Caja Postal, Cuenca
Sala Caja Postal, El Escorial.
Sala Caffè Perù, Roma (1)
Sala Caffè Perù, Roma (2)
1988 Teatro La Scaletta, Roma
Sala Caffè Perù, Roma
Sala Caffè Perù, Roma(2)
1989 Sala Gran Caffè Schenardi, Viterbo.
1990 Galerie de la Hall, Parlement Européen, Strasbourg. France
Palazzo dei Priori, Fermo
1991 Caffè Notegen, Roma
Caffè Perù, Roma
Galeria Tartessos, Barcelona.
1992 Sala Caja Postal, Jaen. Spagna
Sala Caja Postal, Cadiz. Spagna
1993 Teatro in Trastevere, Roma
1994 Caffè Perù, Roma
1995 Caffè Notegen, Roma
1996 Caffè Perù, Roma
Caffè Perù, Roma (2)
1997 Museo Sperimentale d’Arte contemporanea, L’Aquila
La Pensione delle Sirene, Nerano, Sorrento
Caffè Perù, Roma
1998 Caja Madrid, Madrid.
Torretta Valadier, Ponte Milvio, Roma (1)
Torretta Valadier, Ponte Milvio, Roma
1999 Naples, Florida. Stati Uniti.
Sala Caffè Perù, Roma
Sala Caffè Perù, Roma (2)
2000 Sala Biblioteca Polifunzionale, Pineto di Abruzzo.
Sala Caffè Perù (2). Roma.
Torretta Valadier, Ponte Milvio, Roma
2001 Jazz Caffè, Roma
Sala Caffè Peru, Roma
Sala Tambor, Madrid. Spagna
2002 Torretta Valadier, Ponte Milvio, Roma
2003 Sala Caffè Peru, Roma 1
La Vinots, Madrid. Spagna
2004 Sala Galleria Caja Castilla- La Mancha.Toledo. Spagna.
Torretta Valadier. Ponte Milvio. Roma
Sala Caffè Peru, Roma
Sala Tambor, Madrid. Spagna
2005 Mostra-Presentazione “L’Aperiodico”. Sala Istituto Cervantes, Roma.
Sala Caffè Peru,Roma
2006 Torrreta Valadier. Ponte Milvio. Roma
Sala espositiva comunale “Ernesto Biondi”, Frosinone
Chiostro dell’ex Convento degli Agostiniani, Bracciano
E’ un’esplosione di colori e segni quella che investe la torretta di Ponte Milvio
Gala ha avvolto la torretta da rossi, da gialli, da blu che ricordano le acque del nostro vecchio Mediterraneo e ci danno l’impressione della profondità e di calma contemplativa. I suoi colori danno la misura della temperatura emotiva.
Il suo percorso è centrato sull’essenzialità del colore e le sue risonanze emotive, resa visibile nei suoi quadri, emergono lirici segni – calligrafia che nascono dalla sua fantasia e dal suo alfabeto grafico
E’ un percorso che Gala, ha cominciato alla fine degli anni Settanta, e che alla torretta Valadier è narrato attraverso una ventina di quadri e di una ventina di collages.
Parafrasando Keynes, ama rispondere: “Tante persone hanno parlato per così dire tanto tempo della morte della pittura, che nel frattempo la maggior parte di esse sono morte. La pittura non è mai finita. L’arte vive anche nascosta, al di là delle convenzioni e parla anche dopo cento anni.”
“Prima di iniziare un dipinto non so mai cosa accadrà. E’ lei, la pittura stessa che mi coinvolge e poi mi sconvolge per arrivare a una immagine che prima quasi ignoravo…”
Cesar Gala con i suoi collages, paesaggi immaginari, vola leggero sul paesaggio urbano romano, lo scompone e lo ricompone, guidato dalla sua fantasia, tecnica e uso vivace e bello del colore.
Prendi un cielo tormentato di ottobre e mettici sotto il Vaticano o nuvole percorse dalla luce gialla colorata di un tramonto sul Tevere oppure, ancora, il cielo minaccioso e plumbeo su Piazza Navona scottata dal sole e senza un filo d’ombra.
Sono paesaggi immaginari di Cesar Gala, che ci regala la sua poesia azzardando accostamenti inconsueti, componendo una Roma improbabile, ma che appare assolutamente plausibile.
Può sembrare facile far combaciare un primaverile Campo de Fiori, un pezzo di Tevere e un pezzo di cielo del deserto. Si può provare e avremmo un primaverile Campo de Fiori con attaccato un cielo del deserto, un collage che potremo anche decidere di chiamare paesaggio romano immaginario.
Si può fare, insomma, ma, tempo tre secondi di sorpresa, il trucco verrebbe fuori a dominare lo sguardo. A meno di non essere degli artisti, di aver scavato nell’infinito bagaglio di forme e colori della tradizione figurativa europea, di avere un senso forte e rigoroso della composizione, di saper pescare nel caos della realtà e delle immagini trovando quelle giuste e mettendole in ordine secondo se stessi.
A meno di non essere Cesar Gala appunto, possessore di uno stile e di una visione inedita e sorprendente.
Gala possiede lirismo e leggerezza, la poesia più fresca, la capacità di dialogare con l’emotività senza appesantirla.
Alle spalle tante mostre in Roma e in Spagna, se ne appassiona e subito apporta a quest’arte il suo segno inconfondibile come la sua pittura, lo stile di un autore instancabile, vitale, mai sazio di sperimentare e, soprattutto una visione fantastica della città.
Pezzi colorati a mano uno a uno. Piccoli capolavori di fantasia e poesia, dove la sua Roma è rivelazione dell’anima, un’occasione per la fantasia, un gesto di libertà.
Gala nei suoi collage re inventa, modifica e stravolge Roma. E lui lo fa, ma senza alcuna violenza.
Piccoli racconti, brani di vita urbana composti in collage secondo immagini e colori con soluzioni compositive e cromatiche originalissime.. Gala da bravo divoratore di immagini, ha trovato nell’uso semplice e fresco del collage uno strumento ideale.
Ci conviene stare al suo arte - gioco perché è un piacere cadere dentro la sua trappola d’artista.
Gala crea una nuova forma poetica che consiste nell’inventare un’altra scena senza uscire dal reale.
ALCUNE DELLE SUE OPERE PIU' RECENTI